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COMUNICAZIONE E RELAZIONE
Poiché la
competenza nella
propria disciplina e nelle varie metodologie
didattiche, le conoscenze in materia di
pedagogia e psicologia sono utili per un’azione
didattica maggiormente efficace, ma non
sufficienti…
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… occorre migliorare
la CAPACITA’ DI COMUNICARE E
DI STABILIRE RELAZIONI ED INTERAGIRE CON GLI
ALUNNI |
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IL RAPPORTO INSEGNANTE ALUNNO
Se l’IMPOSIZIONE
di regole, procedimenti di lavoro, informazioni,
problemi, metodi per la loro soluzione, modi di
procedere, opinioni, oppure atteggiamenti di
affettività negativa (rimproverare, accusare
e criticare) sono poco efficaci… |
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…bisogna
assumere atteggiamenti e comportamenti, che
privilegino il rapporto interattivo con
l’alunno, la responsabilizzazione,
l’incoraggiamento: offrire situazioni
stimolanti, dare la possibilità di scelta,
concordare le regole di convivenza, discutere
l’andamento dei lavori, accettare le
manifestazioni spontanee, invitare l’alunno a
servirsi dell’esperienza extrascolastica,
richiedere il suo parere,
dare spazio al suo
contributo per individuare i metodi di soluzione
dei
problemi, rendersi disponibile ai suoi bisogni,
riconoscere gli errori, mostrare sollecitudine,
interesse, preoccupazione per gli alunni,
accogliere le loro richieste e le loro proposte. |
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GLI
ALUNNI DIFFICILI
Nei confronti degli alunni che presentano
COMPORTAMENTI SERIAMENTE PROBLEMATICI
occorrono interventi
educativi adeguati… |
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… offrire stimoli per suscitare l’attenzione
e la motivazione al compito,
gratificare l’alunno, con la possibilità di
fare qualcosa di gradito, con la valutazione
verbale positiva di ciò che ha fatto, con la
conoscenza dei risultati prodotti dalla sua
azione. |
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IL SUCCESSO OD INSUCCESSO SCOLASTICO
degli alunni non dipendono solo da cause esterne
alla scuola, quali la loro motivazione,
il llivello di preparazione, le
loro condizioni
psicologiche
e socio-familiari, il grado
dipartecipazione ed interesse dei genitori… |
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… ma anche da altri fattori quali: le
competenze comunicative e relazionali dei
docenti, una programmazione educativa e
didattica rispondente alle reali esigenze,
la disponibilità a mettere in discussione
strategie e metodi, il livello di
collaborazione dei docenti, il buon
funzionamento degli organi collegiali, in
particolare i consigli di classe, la
disponibilità di materiali ed
attrezzature
didattiche,
la collaborazione con personale specializzato
esterno. |
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I METODI
I tradizionali, quali la lezione
frontale, sono quelli a cui i docenti della
scuola fanno ancora ampiamente ricorso.
Tuttavia è diffusa la convinzione che è
fondamentale un insegnamento/apprendimento
interattivo tra insegnante ed alunno… |
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… pertanto, si ritiene necessario scegliere
modi di
operare
comuni a tutti i docenti e che
-
siano rispondenti alla psicologia del
preadolescente,
- consentano un maggior coinvolgimento dell’alunno,
- contribuiscano a superare la competizione, i
comportamenti stagni, la separazione tra attività
intellettuale ed attività manuale ed a formare
mentalità aperte, critiche, costruttive,
democratiche.
Si tratta di
metodi
basati sulla INTERDISCIPLINARIETA’ ED
OPERATIVITA’, che si realizzano attraverso
la collaborazione di insegnanti
delle varie materie
i quali costruiscono insieme un progetto
per trovare la soluzione di un problema.
Tali metodi sono la lezione dialogata, le
discussioni sistematiche, il lavoro di
gruppo, la ricerca,l’uso di
tecniche audiovisive e di strumenti informatici,
l’attività di
laboratorio
(giornalismo, drammatizzazione,
fotografia).
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LA PROGRAMMAZIONE EDUCATIVA E DIDATTICA
Per una
programmazione educativa e didattica adeguata ed
una metodologia autenticamente
interdisciplinare-operativa è indispensabile
un buon funzionamento dei consigli di classe… |
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… attraverso il
confronto serio e costruttivo tra le diverse
concezioni educative, una maggiore disponibilità
al dialogo ed alla collaborazione tra
colleghi,
il miglioramento delle capacità DI RELAZIONE
E DI COMUNICAZIONE, la definizione concreta
e precisa di obiettivi, metodi e verifiche del
lavoro svolto e la disponibilità a modificarli,
per renderli più rispondenti alle esigenze della
classe e degli alunni, il rispetto da parte di
tutti i componenti del consiglio dei compiti e
dei tempi di lavoro. |
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IL RAPPORTO
SCUOLA FAMIGLIA
un buon rapporto può dipendere dalle
modalità organizzative degli incontri, ma anche
e soprattutto dall’importanza e dalle funzioni
ad essi
attribuiti da docenti e genitori.
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PER MIGLIORARE
I RAPPORTI SCUOLA-FAMIGLIA
occorre…
-
offrire ai genitori la possibilità di illustrare
i problemi dei figli,
- improntare gli incontri al dialogo ed al confronto tra
docente e genitore,
- concordare insieme strategie per superare le difficoltà
degli alunni,
- Non solo informare sulla situazione di difficoltà
scolastica dell’alunno, ma anche offrire suggerimenti
per contribuire a migliorarla,
- Accettare suggerimenti e critiche costruttive da parte
della
famiglia. |
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HANDICAP ED
INTEGRAZIONE
Il raggiungimento di una piena integrazione
degli alunni disabili e in difficoltà non è
realmente possibile se non si rimuovono i
seguenti ostacoli: considerare l’insegnante
di sostegno il principale responsabile di
tale processo, ritenere che i risultati
dipendano dal numero di ore di sostegno, non
favorire l’interazione tra alunno disabile
e compagni… |
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… pertanto la scuola ritiene che il
raggiungimento di un buon livello di
integrazione non possa prescindere dai seguenti
presupposti:
- La presa di coscienza che il deficit non è un ostacolo, bensì
una risorsa,
- La scoperta che il problema dell’integrazione è comune a
tutti,
- La convinzione che essa è compito di tutti i docenti della
classe e della scuola,
- La capacità di elaborare e verificare collegialmente percorsi
educativi adatti alle esigenze della classe,
- Le interazioni frequenti tra disabile e compagni di classe,
- La consapevolezza che il rapporto di sostegno spontaneo
tra compagni è altrettanto importante come il sostegno
dei
professionisti,
- La collaborazione tra scuola,
famiglia e operatori socio-
sanitari. |
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FORMAZIONE
ED AGGIORNAMENTO
Poiché si ritiene che le precedenti attività
talvolta siano state troppo teoriche,
pesanti, abbiano avuto scarsa
ricaduta sull’attività didattica
e non sempre abbiano aumentato le
competenze professionali…
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… si ritiene che le suddette attività siano un
valido strumento per raggiungere gli obiettivi
educativi e didattici, a condizione che:
- Abbiano i requisiti di serietà ed efficacia,
- Contribuiscano a migliorare la professionalità
docente,
- Apportino cambiamenti nel lavoro collegiale,
- Abbiano una concreta ricaduta a livello didattico.
In particolare la formazione dovrà essere
finalizzata a
- Approfondire le tematiche relative all’autonomia,
- Migliorare le capacità di comunicazione e relazione
dei docenti,
- Migliorare i metodi di lavoro e di valutazione e la
gestione dei consigli di classe,
-
Apprendere comportamenti adeguati per affrontare
i
comportamenti seriamente problematici,
- Acquisire strumenti per affrontare seriamente il
rapporto tra ordini di scuola diversi,
- Conoscere ed usare nuove tecnologie e nuovi
strumenti. |
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